Adattamento della produzione dei collettori solari a piastra piana alla domanda di calore delle industrie
Processi industriali a bassa e media temperatura che utilizzano collettori solari a piastra piana
I collettori solari a piastra piana sono ben adatti a soddisfare le esigenze dei processi industriali che richiedono calore nella fascia di temperatura compresa tra 60 e 90 °C. Tra questi processi rientrano il preriscaldamento di alimenti e bevande (60–80 °C), la tintura tessile (70–90 °C) e la sterilizzazione di attrezzature e materiali (70–85 °C). Tutte queste applicazioni sono perfettamente allineate ai limiti di potenza termica dei comuni sistemi a piastra piana, poiché l’efficienza subisce una riduzione rapida e significativa con l’aumento della temperatura al di sopra dei 85 °C. Ad esempio, la pastorizzazione del latte è un processo termico controllato che richiede una temperatura di 72–75 °C, ben compresa nell’intervallo operativo dei collettori solari a piastra piana attualmente disponibili. Secondo il rapporto IEA SHC Task 49, le industrie manifatturiere che utilizzano calore di processo < 90 °C rappresentano il 65% dell’energia consumata a livello globale dal settore manifatturiero. Ciò sottolinea la notevole opportunità di decarbonizzare l’energia consumata a livello globale integrando in modo mirato i sistemi solari termici.
Studio di casi su implementazioni recenti per il preriscaldamento di birrifici e tintorie.
I dispiegamenti nel mondo reale confermano la fattibilità tecnica ed economica di questi sistemi, come evidenziato nei seguenti casi.
Un birrificio tedesco che utilizza collettori piani ha ottenuto una riduzione del 40% del consumo di gas naturale preriscaldando le acque di lavaggio a 75 °C.
Inoltre, un impianto di produzione tessile ha raggiunto una frazione solare del 68% per i tini di tintura (85 °C) mediante l’uso di array di collettori in stadi successivi e di un accumulo termico stratificato.
Durante condizioni di parziale nuvolosità, quando era presente un'irraggiamento temporale, entrambi i sistemi hanno dimostrato la capacità di fornire un’uscita costante grazie ai rivestimenti migliorati per assorbitori selettivi, che hanno ridotto in modo significativo le perdite emissive; le prestazioni termiche dei sistemi si sono rivelate nel campo del 12–18% superiori rispetto a quelle dei sistemi tradizionali. Ciò dimostra che la tecnologia a piastra piana può essere considerata affidabile per soddisfare carichi termici industriali costanti, qualora le richieste termiche siano prossime all’offerta di energia termica solare.
Limiti delle temperature operative dei collettori solari a piastra piana nelle applicazioni industriali.
Perché l’efficienza inizia a diminuire oltre gli 85 °C: la dinamica delle perdite termiche e i dati sperimentali del Task 69 dell’IEA SHC
L'efficienza dei collettori solari diminuisce in modo significativo al di sopra degli 85 °C a causa dell'aumento delle perdite per irraggiamento e convezione. Maggiore è la temperatura dell'assorbitore, maggiore è il flusso di radiazione (secondo la legge di Stefan-Boltzmann) e maggiore è il flusso di convezione tra assorbitore e vetro di copertura. L'IEA SHC Task 69 (2023) ha misurato una riduzione del 22% dell'efficienza a 95 °C rispetto a 75 °C, a parità di irraggiamento solare, confermando così gli 85 °C come limite pratico per i comuni collettori piani privi di isolamento avanzato. Pertanto, oltre tale temperatura, le perdite termiche superano i guadagni termici solari e processi di vaporizzazione superiori a 100 °C non sono realizzabili senza l'impiego di altre tecnologie.
Innovazioni per l'ampliamento del campo di utilizzo: assorbitori selettivi e progetti ibridi di isolamento sottovuoto
I rivestimenti di assorbitori selettivi aumentano significativamente il campo operativo massimizzando l’assorbimento solare del rivestimento (fino al 95%) e, allo stesso tempo, riducendo l’emissività infrarossa (5-10%). La combinazione di assorbitori selettivi con pannelli isolanti ibridi a vuoto, che eliminano i percorsi di perdita per convezione al di sotto dell’assorbitore, consente ai moderni collettori a piastra piana di mantenere efficienze utili fino a 110 °C. Ciò permetterà di impiegare tali collettori in altre applicazioni, come la sterilizzazione ad alta temperatura e la generazione di vapore a media pressione. Le prime prove sul campo e i test hanno confermato che questi sistemi, operanti oltre i 90 °C, generano circa il 18% in più rispetto ai normali sistemi a piastra piana.
Considerazioni sull’integrazione del sistema per un utilizzo industriale continuo
Selezione dei fluidi termovettori: acqua pressurizzata rispetto a miscela glicolica – considerazioni su corrosione, protezione dal gelo e manutenzione
La scelta dei fluidi termovettori ha un impatto significativo sulla durata, sulla sicurezza e sull’efficienza del sistema. L’acqua pressurizzata presenta una conducibilità termica del 15% superiore rispetto alle miscele di glicole (Agenzia Internazionale per l’Energia, 2023), il che comporta una maggiore resa dei collettori e una riduzione dell’energia richiesta per il pompaggio. Tuttavia, in ambienti soggetti a gelo, i fluidi a base di glicole (tipicamente propilenglicole per conformità ai requisiti alimentari) presentano notevoli svantaggi:
- Degrado termico causato da temperature superiori a 120 °C, con formazione di sottoprodotti acidi che aumentano i tassi di corrosione
- Analisi annuali e sostituzione dei fluidi comportano costi aggiuntivi di manutenzione pari a circa 18k/MWth
- Un aumento della viscosità del 35% determina una minore efficienza delle pompe e un carico parassita più elevato
Possono essere utilizzate misure robuste di prevenzione del congelamento, come sistemi a drenaggio automatico o tubazioni tolleranti al congelamento, nei sistemi che impiegano fluidi a base d'acqua. Il deterioramento a lungo termine del fluido non costituisce un problema. Nei contesti regolamentati, ad esempio nella lavorazione alimentare, è obbligatorio l’uso di fluidi a base di propilenglicole, nonostante i loro svantaggi.
Configurazione in stadi di collettori solari piani per carichi di processo diversi (ad es. pastorizzazione rispetto al lavaggio): strategia di zonizzazione della temperatura
La suddivisione dei circuiti termici in base alla temperatura di processo consente un utilizzo più efficiente dell’energia solare su un ampio spettro di profili di domanda variabile. La separazione spaziale dei circuiti di lavaggio, operanti a temperature inferiori (40–65 °C), e dei circuiti di pastorizzazione, operanti a temperature superiori (70–85 °C), permette una dimensionatura ottimale dei collettori solari e una priorità nella distribuzione del calore. Questo approccio prevede:
- Array di collettori in parallelo progettati specificamente per le temperature richieste dai singoli carichi
- Valvole di priorità che indirizzano il calore solare verso i processi più rilevanti, caratterizzati da vincoli temporali stringenti
- Deviatori controllati dalla temperatura che proteggono i processi a bassa temperatura dal surriscaldamento
Le birrerie che utilizzano questo metodo hanno riportato uno spostamento del carico della caldaia pari al 60% durante le ore solari di picco e una riduzione del periodo di recupero del 22%. Ciò dimostra che la suddivisione termica dei processi può ottimizzare la valorizzazione senza dover procedere a una riprogettazione completa del sistema, partendo da impianti solari a piastra piana.
Domande frequenti
Quali sono i limiti di temperatura dei collettori solari a piastra piana in un contesto industriale?
La maggior parte dei processi nell’industria alimentare e delle bevande, nella tintura tessile e negli impianti di sterilizzazione a vapore richiede calore nella fascia 60–90 °C, per la quale i collettori solari a piastra piana sono particolarmente adatti.
Cosa causa la drastica riduzione dell’efficienza dei collettori a piastra piana al di sopra degli 85 °C?
Con l’aumento della temperatura dell’assorbitore, aumentano le perdite per irraggiamento e convezione, determinando una diminuzione dell’efficienza.
In quali modi i collettori a piastra piana sono stati adattati per applicazioni a temperature più elevate?
Nelle applicazioni moderne, i rivestimenti selettivi assorbenti e i pannelli ibridi a isolamento sottovuoto consentono ai collettori a piastra piana di operare fino a 110 °C, ampliandone l’impiego.
Quali sono alcuni problemi di manutenzione legati all’uso del glicole per il trasferimento di calore?
I fluidi termovettori sono più viscosi e funzionano in modo meno efficiente, tendono a causare corrosione ad alte temperature (si degradano oltre i 120 °C) e richiedono controlli, sostituzioni e costi associati più frequenti.
Quali sono alcuni vantaggi della zonizzazione termica in un sistema solare industriale?
L’utilizzo della zonizzazione termica o della suddivisione dei circuiti termici per livello di processo consente l’impiego più efficiente dell’energia solare a diversi livelli di temperatura, migliorando l’efficienza complessiva e il valore del sistema.